Roman de Tristan (con ed. di riferimento).

Lingua: Francese

Edizione: Le Roman de Tristan en prose, éd. par Renée L. Curtis, t. I, München, Hueber, 1963; t. II, Leiden, Brill, 1976; t. III, Cambridge, Brewer, 1985


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[US] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.)
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Per una nuova edizione del testo toscano, cfr. Il romanzo di Tristano, a c. di A. Scolari, Genova, Costa & Nolan, 1990, cui si rimanda anche per un’ampia bibliografia.

Per un quadro generale della tradizione, cfr. l’Introduzione di Parodi e D. Delcorno Branca, Per la storia del Roman de Tristan in Italia, «Cultura Neolatina», XL (1980), pp. 211-229, alle pp. 222-223, nonché il fondamentale contributo della Heijkant (M. J. Heijkant, La tradizione del ‘Tristan’ in prosa in Italia e proposte di studio sul ‘Tristano Riccardiano’, Nijmegen [1989], in partic. parte I e parte II); e cfr. inoltre S. Iragui, The Southern Version of the Prose Tristan: the Italo-Iberian Translation and their French Source, «Tristania», 17 (1996), pp. 39-54, in partic. pp. 39 e 46.

Per quanto riguarda i rapporti con il Tristan francese (e i problemi legati all’interpolazione di alcuni episodi) v. Heijkant, Tradizione, cit., pp. 44-45; cfr. inoltre le conclusioni cui giunge Scolari, Tristano, cit., p. 25: «nessuno dei codici finora editi o analizzati riporta la redazione di TF da cui deriva R, che quindi pare essere perduta: che di una versione particolare di TF si trattasse non pare dubbio [...]; una versione caratterizzata da una struttura più breve e coerente rispetto a quella offerta dai superstiti codici francesi e che quindi potrebbe essere [...] antecedente a quella conservata».

Si rimanda pertanto in generale all’edizione Curtis – basata sul ms. 404 della Bibl. Municipale di Carpentras – per eventuali raffronti; essa infatti, seppur parziale, contiene tutto il tratto del romanzo conservato in R (cfr. Scolari, Tristano, p. 25).

In appendice Parodi pubblica le cc. 271-284 del cod. Panciatich. 33 della BNCF, relative alla morte di Tristano. Per un’analisi del contenuto del cod. (più recente del Ricc. ma ad esso strettamente legato, e di cui esiste finalmente l’edizione integrale, a c. di G. Allaire, Il Tristano panciatichiano, Cambridge, D. S. Brewer, 2002), v. Parodi, pp. xix-xxvi, e M. J. Heijkant, La compilazione del Tristano Panciatichiano (in Cyclification. The Development of Narrative Cycles in the Chanson de Geste and in the Arthurian Romances, a c. di Besamusca et alii, Amsterdam 1944); in partic., sulla sezione tristaniana da esso tramandata, cfr. D. Delcorno Branca, Il «Roman de Tristan»: storia italiana di un testo francese (in Ead., Tristano e Lancillotto in Italia. Studi di letteratura arturiana, Ravenna, Longo Editore, 1998, pp. 49-76), p. 62 e n. 34, e Heijkant, Tradizione, pp. 45-47. Un frammento di una versione vicina a quella del Ricc. e del Panciatich. è stato pubblicato da G. Allaire, Un nuovo frammento del Tristano in prosa, «Lettere Italiane», LIII, 2 (2001), pp. 257-277 (alle pp. 264-277 un esame sinottico del frammento e dei passi corrispondenti del Tristan in prosa secondo l’edizione Curtis , del Ricc., del Panciatich. e della Tavola Ritonda).

Si rimanda inoltre a Delcorno Branca, Per la storia, cit., pp. 223-225, a G. Paradisi - A. Punzi, Il Tristano dell’Archivio Storico di Todi. Edizione, «Critica del testo», V/2, 2002, pp. 541-566, a p. 543, e a Scolari, Tristano, p. 30, per un raffronto dettagliato di delimitate sezioni narrative con gli specifici testimoni francesi tradotti (cfr. in partic. Scolari per la sezione di testo edita); nonché a F. Cigni, La ricezione medievale della letteratura francese nella Toscana nord-occidentale (in Fra toscanità e italianità. Lingua e letteratura agli inizi del Novecento, Atti dell’incontro di studio Halle-Wittenberg, Martin-Luther-Universität, Institut für Romanistik (maggio 1996), a c. di E. Werner e S. Schwarze, Tübingen-Basel 2000, pp. 71-108), pp. 79-80 per la delimitazione dell’area linguistica di provenienza del codice e dei suoi modelli.

Per le sezioni relative al ciclo arturiano, cfr. Nota a %U5% e Nota a % UJ%.