Diatessaron tosc., contaminato con l’Armonia evangelica (vedi Nota)

Lingua: Latino, parafrasi (vedi Nota)

Edizione: Il Diatessaron toscano, in Il Diatessaron volgare italiano. Testi inediti dei secoli XIII-XIV, a cura di Venanzio Todesco, A. Vaccari, Marco Vattasso, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1938, pp. 203-368; Codex Fuldensis. Novum testamentum latine interprete Hieronymo ex manuscripto Victori Capuani edidit, prolegomenis introduxit, commentariis adornavit Ernest Ranke, Marburg, Elwert, 1868.

Abbr. TLIO: [Abbr. nome evangelista], [n. cap.].[n. versetto](vedi Nota)


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[GMT] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.)
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Cfr. Gambino, p. XLVI: «anche se segue abbastanza fedelmente il testo evangelico, quella del Gradenigo non è certo una traduzione letterale. La concisione delle proposizioni latine e della versione toscana del Diatessaron è infatti continuamente alterata tramite amplificazioni, frequenti ridondanze, perissologie di ogni tipo».

Il Diatessaron toscano è infatti la fonte principale del poema veneto, ma Gradenigo ricorre talvolta direttamente ad un testo latino (come si evince tra l’altro dai crudi latinismi) e in particolare «ad una vera e propria armonia evangelica [...] sicuramente uno dei manoscritti derivati dal codice fuldense» (F. Gambino, Un Diatessaron in terzine dantesche di fine Trecento, in La scrittura infinita. Bibbia e poesia in età medievale e umanistica, Atti del Convegno di Firenze, 26-28 giugno 1997, a c. di F. Stella, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2001, pp. 537-580, a p. 555).

Sulla tradizione del Diatessaron, cfr. nota a %FW%; per una disamina delle fonti e per un’attenta analisi dei rapporti tra esse ed il poema di Gradenigo, cfr. Gambino, pp. XXXIX-XLV e Gambino, Un Diatessaron in terzine, pp. 542-577.

In partic., per la plausibilità di considerare %FW% il testo del Diatessaron su cui si basa Gradenigo, cfr. Gambino, Un Diatessaron in terzine, p. 576; per gli influssi del modello dantesco e della letteratura d’argomento sacro, cfr. invece Gambino, pp. LXIII-LXXVIII.

Per comodità, per i raffronti con il testo latino si citerà dalla Vulgata, adoperando la tavola delle concordanze con il testo evangelico di Gambino, pp. 377-384.